SANITÀ: È L'ORA DEL CORAGGIO


Dal Consiglio comunale dello scorso 20 novembre è emerso un idem sentire sul fallimento della gestione centralizzata della Sanità Calabrese che, dopo oltre 10 anni di commissariamento, non è stato in grado di rientrare dal debito né tantomeno di innalzare i Livelli Essenziali di Assistenza (questi ultimi peggiorati), anzi si è verificato un commissariamento “a matriosca” di ben due ASP per infiltrazioni mafiose. 

Un vero e proprio disastro che, dall’emergenza pandemica, oggi viene drammaticamente esaltato. Gli effetti di una gestione mediocre e lontana dalle reali esigenze dei cittadini si manifestano anche nelle dimensioni locali, in particolare nella nostra Corigliano-Rossano, dove la governance sanitaria può e deve fare di più.
Pur avendo perso l’occasione di uscire con una decisone univoca, gli interventi degli ospiti sono stati illuminanti e ci hanno permesso di tracciare un percorso chiaro da intraprendere nel corso delle nostre interlocuzioni con la governance sanitaria. In particolare, non possiamo che accogliere con favore e con forte senso di responsabilità l’invito al “coraggio” del Presidente dell’Ordine dei Medici, Eugenio Corcioni, il quale palesava la possibilità che all’interno del nostro spoke si possa individuare “un ospedale COVID ed uno no-COVID”: una scelta “clinicamente inappuntabile” che, connessa alla ristrutturazione dei due Pronto Soccorso, ci permetterebbe di uscire dalla logica dei percorsi ed anche dalle preoccupazioni e polemiche, spesso strumentali, degli ultimi giorni. Si tratterebbe di una misura temporanea, all'esito della quale si dovrà procedere ad una seria riorganizzazione dei reparti da attuare attraverso una rimodulazione della loro attuale allocazione, al fine di efficientare i servizi presenti nei due plessi dello spoke cittadino: doverosa nonché urgente, visti i tempi dell'ospedale unico. L’impennata della curva pandemica a breve porterà ad aver bisogno di più spazi da destinare ai malati COVID, necessariamente da impegnare con nuovo personale medico ed infermieristico senza andare a rastrellare i reparti ordinari. Noi siamo dell’idea che il reparto COVID, così fatto, non basti e che dunque si debba immediatamente procedere all’allestimento di un presidio ospedaliero, multidisciplinare, dedicato esclusivamente alla cura dei malati COVID. Difficile pensare alternative, la realtà dei numeri supera anche le proiezioni più ottimistiche. Per fare ciò, è necessario che la governance sanitaria reperisca nuovo personale medico ed infermieristico ed individui una struttura che si ponga come punto di riferimento dell’intera Sibaritide, liberando definitivamente lo spoke cittadino o individuando al suo interno la struttura dedicata.
L’ideale sarebbe quello di allocare un polo COVID in una delle strutture dismesse all’interno del territorio, per restituirgli una dignità ed assolvere alle richieste più volte avanzate dalle rappresentanze locali. Però bisogna anche aver il coraggio di dire che, laddove ce ne dovesse essere bisogno, considerata l’unicità del nostro spoke cittadino e l’enorme capacità che abbiamo di ragionare in un'ottica unitaria, Corigliano-Rossano è pronta a fare la propria parte: essendo nelle condizioni di separare l’utenza senza compromettere l’ordinario, con i suoi due ospedali in un fazzoletto di 10 km. Un atto di “coraggio”, appunto, dal quale non si può venir meno. Siamo la terza Città della Calabria e in momenti come questi abbiamo il dovere di dimostrarlo.
CORIGLIANO-ROSSANO DOMANI

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